Il ciuchino di Natale

Tante le figure addette a portare doni ai bambini nel periodo dell’Avvento nei vari tempi e in varie parti del mondo. Da san Nicola, al terribile Krampus, a santa Lucia, all’attuale Babbo Natale.  Nelle campagne toscane, fino agli anni Sessanta del secolo scorso, Babbo Natale non si sapeva proprio chi fosse. La notte della vigilia calava dal camino nientemeno che un asinello, chiamato appunto il Ciuchino di Natale. Forse può far pensare all’asinello che accompagnava santa Lucia, ma questo viaggiava da solo ed era assai più birboncello: lasciava brutti e puzzolenti ricordi a chi non si era comportato troppo bene. (Tratto dal mio libro “La befana metropolitana”)

Il Ciuchino di Natale


Il ciuchino di Natale
vola e trotta sul viale,
sul viale delle stelle:
porta in groppa cose belle.

Caldarroste e un biscotto,
lascia ai bimbi in un fagotto,
due frittelle e fichi secchi,
tre nocciole e tre pistacchi,
o mandarini e cavallucci.

Ma per chi ha fatto i capricci
lui alza la coda e fa hii-hoo
e scarica giù la sua popò.

Il bambino rimarrà deluso
e farà un lungo muso:
ma i giocattoli di plastica
fan del mondo una discarica;
dalla cacca del ciuchino
può fiorire un fiorellino.
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